Gheddafi beffa tutti: garante dei diritti umani; Il Rais conquista un’ambita poltrona all’Onu
Giampaolo Pioli
La Nazione
May 14, 2010
NEW YORK DOPO LA RINUNCIA del nucleare e l’uscita dalla lista dei paesi canaglia, un altro passo di Tripoli nella stanza dei bottoni del Palazzo di Vetro. Anche se il colonnello Gheddafi per molti paesi aderenti alle Nazioni Unite rimane un dittatore, la Libia, che quest’anno presiede l’assemblea generale delle Nazioni Unite con l’ambasciatore Ali Treki, ieri a New York è stata eletta con 155 voti (su 192 paesi membri) insieme ad altri 14 paesi nel nuovo «Consiglio dei diritti Umani» che ha sede a Ginevra e rimane in carica 3 anni. Immediatamente i rappresentanti delle organizzazioni non governative come Un Watch e Freedom House sono insorte contro la decisione ridicolizzandola: «Scegliere il dittatore Muammar Gheddafi per guidicare altri sui diritti umani è una barzelletta dichiara Hillel Neuer direttore di Un Watch . Le elezioni senza competizione non hanno senso». In realtà oltre alla Libia anche la Thailandia in preda a violente repressioni è entrata nel Consiglio composto da 47 membri insieme ad Angola, Mauritania, Qatar e Malesia tutte quante criticate dalle organizzazioni internazionali.
Con un voto segreto e una maggioranza richiesta di 97 voti, la Libia però ha dimostrato di poter disporre di notevoli consensi anche se le candidature espresse per aeree geografiche sono state in realtà concordate in precedenza attraverso un delicatissimo e a volte spregiudicato lavoro diplomatico che assegna all’Africa una maggioranza assoluta di 26 seggi . L’ambasciatore americano Susan Rice riconoscendo che lo Human Right Council forse con questi paesi non esprime il massimo della sua potenzialità si è ben guardata però dal criticare l’elezione della Libia aggiungendo che «gli Stati Uniti si preparano a lavorare anche con quei paesi che hanno non eccellenti precedenti sui diritti umani» e ha riconosciuto che la più grossa soddisfazione per la Casa Bianca è stata quella di riuscire a respingere la candidatura dell’Iran dopo che anche Teheran aveva espresso con lo stesso presidente Ahmadinejad l’intenzione di entrare nel sodalizio.
SECONDO Freedom House, dei 14 paesi eletti ieri solo 5 avrebbero avuto le credenziali sufficienti e sicuramente ne la Libia e nemmeno la Tailandia figurano tra questi. Gli Stati Uniti dopo anni di critica furiosa dall’esterno durante la presidenza Bush nel 2009 con Barack Obama decisero invece di rientrare a far parte del «Consiglio per i diritti umani» e vennero eletti con largo margine svolgendo al suo interno un ruolo di mediazione ma anche di vigilanza e di pressione. Nel 2006 il precedente segretario generale dell’Onu Kofi Annan mise uno sforzo enorme per sostituire la completamente screditata «Commissione per i Diritti Umani»della quale per lungo tempo aveva fatto parte anche Cuba e altri regimi dittatoriali o repressivi con un più rigido e selettivo Human Right Council per colmane quella che lo stesso Kofi Annan definiva «credibility deficit».
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